Ascolto, punti di vista e curiosità: come si condi-vive uno spazio

DSC_0214

Ascolto, punti di vista e curiosità: come si condi-vive uno spazio

Foto di Marco Meini

Share Pop Up mette in connessione chi ha un esercizio commerciale e vuole condividere temporaneamente il proprio spazio e chi ha un’attività ed è alla ricerca di spazi commerciali o espositivi per un periodo limitato di tempo. I vantaggi che questo tipo di approccio può portare sono molteplici e noi abbiamo provato raccontarvene alcuni.

 

Ma come sfruttare al meglio l‘esperienza? Come rendere la convivenza veramente piacevole sia per chi offre lo spazio che per chi vi si installa con il proprio progetto? Cosa c’è alla base di una buona convivenza Share Pop Up? Sebbene sembrino pochi e assai semplici, i consigli che ci sentiamo di dare a chi offre o cerca uno spazio noi li riteniamo un buon punto di partenza. Parlano di rispetto, di accoglienza e di ospitalità, ma anche e soprattutto di creatività, ascolto attivo e curiosità per quello che si può fare assieme.

 

Da dove escono fuori? Senz’altro dai tanti fondi chiusi che abbiamo aiutato a riaprire e a rianimare con Pop Up Lab e che ci permettono di testare convivenze, sinergie e alleanze inattese tra i progetti diversi che rispondono alle call for ideas per l’assegnazione di spazi commerciali sfitti delle città. E di verificare che è spesso dall’allestimento di uno spazio comune durante le iniziative temporanee che nascono reti, idee e collaborazioni. Ma anche dal nostro lavoro di facilitatrici di percorsi e progetti con sociolab attraverso i quali creiamo spazi di confronto tra persone per aiutarle a collaborare alla ricerca di soluzioni creative e innovative ai problemi spesso molto complessi delle loro comunità. Soluzioni che non sono mai la somma delle esigenze dei singoli ma sono sempre il prodotto nuovo di un processo creativo a cui i partecipanti si dedicano assieme.

 

Perché proprio questi consigli e non altri? Perché accanto al rispetto e all’attenzione alla differenza, incoraggiano a mettere al centro dell’esperienza di condivisione la curiosità e l’ascolto attivo, e chiedono a chi utilizza la piattaforma di provare davvero a mettersi nei panni dell’altro e a cambiare la propria cornice di riferimento per inventarsi qualcosa di nuovo. Come racconta Marianella Sclavi in un bellissimo libro sull’arte di ascoltare e più recentemente Anna Maria Testa, che ci ricorda che:“saper cambiare prospettiva modificando intenzionalmente il punto di vista è uno strumento di creatività: aiuta a scoprire le soluzioni, le aree di rischio e gli eventi emergenti che stanno nascosti dietro gli angoli o nei punti ciechi.”

 

Insomma: Share Pop Up richiede che si rispettino gli altri e le loro esigenze ma non vuole essere solo un esercizio di buona convivenza, in cui nessuno si pesta i piedi. Share Pop Up ha l’ambizione di facilitare e innescare processi creativi che grazie alla curiosità di chi si imbarca nella condivisione e grazie allo scambio di esperienze e idee diano alla luce progetti nuovi e inattesi, che non sarebbero nati altrimenti. Perché accanto ai tanti vantaggi, questo in fondo è secondo noi l’effetto più inatteso e piacevole del condi-vivere gli spazi. In salsa Share Pop Up naturalmente.