Pop up – L’innovazione sociale che passa dal commercio

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Pop up – L’innovazione sociale che passa dal commercio

In tanti ci chiedono come è nata l’idea che sta dietro a questo progetto. La storia è un po’ lunga ma vale la pena di essere raccontata: tutto nasce nel 2013 nell’ufficio dell’assessore all’urbanistica di un piccolo comune toscano e a tutto pensavamo fuorché a negozi in condivisione, designers, makers e meno che mai ad una piattaforma P2P. Eravamo lì per discutere di un possibile percorso di partecipazione per sollecitare i cittadini a immaginare soluzioni per il centro storico “vuoto e degradato”.

Il centro della città, ci dicono, un tempo  era vivo e vitale e oggi è quasi morto: moltissimi i negozi chiusi e troppe le saracinesche abbassate. Ad un certo punto qualcuno dice: “sarebbe bello rivedere il centro com’era, con i negozi aperti e la gente per strada, almeno per un giorno”. Eccola l’idea: riapriamo il centro, almeno per un giorno, ricordiamo a tutti quanto è bello vivere la città passeggiando a piedi per fare compere e sbirciare le vetrine di negozi aperti; riapriamolo questo centro e poi chissà…

Nasce così Pop Up Lab un progetto nel quale si riaprono temporaneamente i fondi sfitti di un centro storico grazie all’inserimento in quegli spazi di nuove attività selezionate tramite una call for ideas.

Il primo esperimento è un tale successo che presto lo si replica in altri cinque comuni anche grazie al sostegno finanziario della Regione Toscana attraverso le risorse della legge regionale sulla partecipazione: l’opportunità di occupare un fondo commerciale nel cuore di una città scatena la creatività di giovani e meno giovani. Arrivano moltissimi progetti: artisti, artigiani, designers. Sono più progetti che spazi disponibili e dunque la condivisione diventa una necessità. Ma quello che poteva apparire un limite diventa ben presto valore aggiunto: si sviluppano progetti comuni, ci si sostiene nella gestione temporanea del fondo, gli uni si avvantaggiano della clientela richiamata dagli altri.

Le strade del centro si riempiono di persone. Il commercio non è più solo vendita ma una “esperienza” più articolata: laboratori, dimostrazioni, piccoli spettacoli di strada… Le attività commerciali esistenti guardano a quanto accade prima con curiosità e poi con entusiasmo.

Pop Up Lab ha fatto emergere nuovi possibili scenari per il commercio nei centri urbani: se il commercio tradizionale arranca, per le ragioni ben note a tutti, non è detto che il destino del commercio nelle città sia segnato e così quello degli spazi urbani che lo ospitano.

Grazie a Pop Up Lab abbiamo scoperto che chi fa produzioni artigianali creative, vendute soprattutto online, può essere molto interessato a spazi temporanei che facciano da vetrina e promozione ai propri prodotti offline; chi pensa ad una attività stabile ma non riesce a sostenerne i costi potrebbe essere incentivato a riaprire se avesse la possibilità di condividere le spese con altri; chi ha già un’attività può essere stimolato e ispirato dalla creatività e dall’entusiasmo di chi ci prova per la prima volta  e, perché no, trovare occasioni per contaminarsi reciprocamente ed aprirsi a nuove clientele.

Ecco Share PopUp nasce per facilitare tutto questo.